PRODUZIONE: Shenzhen University (Cina)
23 Luglio 2025, 19.00

1623: sette anni dopo la morte di Shakespeare. Era una corsa contro il tempo. La generazione d’oro del teatro inglese stava ormai svanendo: Ben Jonson era uno degli ultimi grandi nomi rimasti, e fra i King’s Men, solo pochi di quelli che erano stati colleghi di Shakespeare resistevano ancora—l’attore Henry, il manager John, la star Burbage, e pochi altri.
Nel frattempo, altre compagnie teatrali spinte dal profitto e da stampatori senza scrupoli come Jaggard inondavano il mercato con versioni pirata delle opere di Shakespeare, incuranti del copyright. Il pubblico non riusciva più a distinguere il vero dal falso, accettando qualsiasi cosa venisse messa in scena. Ma questi vecchi custodi di un’epoca ormai passata non erano disposti a lasciare che le loro vite, tutte urla e strepiti, si dissolvessero così nel silenzio.
Perché non trovare un modo per rendere eterne quelle parole che, sul palcoscenico, svanivano appena dette?
Fu così che decisero di tentare un’impresa straordinaria: pubblicare le opere complete di Shakespeare in formato in-folio. All’epoca, in un’Inghilterra per lo più analfabeta, solo la Bibbia godeva di un simile onore. Questo gruppo di artisti dai grandi ideali, in una società dominata dalla mediocrità, dall’interesse personale e dal caos, si dedicò a un’impresa profondamente opposta ai valori dominanti del tempo. Non sapevano se il loro gesto sarebbe valso qualcosa, né se avrebbe avuto un significato. Ma oggi sappiamo cosa ha prodotto il loro sacrificio, questa è un’ode a Shakespeare, che attraversa quattrocento anni di Storia.

Galleria





