Danzare Shakespeare: Miraggio

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INTERPRETI E PRODUZIONE: Les Dynamiques

Come l’opera effimera del mio miraggio, dilegueranno le torri che salgono su alle nubi, gli splendidi palazzi, i templi solenni, la terra immensa e quello che contiene; e come la labile finzione, lentamente ora svanita, non lasceranno orma. Noi siamo di natura uguale ai sogni, la breve vita è nel giro d’un sonno conchiusa. 

Il miraggio e la magia
Il miraggio é un’illusione ottica naturale, che si verifica quando i raggi del Sole incontrano uno strato d’aria più caldo rispetto agli strati sovrastanti dove l’aria è più fredda ed ha una densità maggiore. Così i raggi di luce subiscono una riflessione totale ed è possibile vedere le immagini come se fossero veramente riflesse al suolo. Un miraggio é qualcosa che sembra esserci ma non c’é, come quell’inspiegabile sensazione di elettricità che si instaura tra due corpi sconosciuti, la prima volta che si trovano l’uno accanto all’altro. Quando gli sguardi si incontrano e per una frazione di secondo il tempo sembra fermarsi, per poi ripartire normalmente come se nulla fosse stato. Sembra una magia Ed é proprio la magia stessa un tema centrale nella trama della Tempesta di W. Shakespeare, dato che è il meccanismo piu usato per comporre la trama. Prospero, protagonista dell’opera, è potente in virtù della sua capacità di usare la magia e controllare lo spirito Ariel. Con la magia, questi crea la tempesta stessa, ed è in grado di controllare tutti gli avvenimenti sull’isola, attirando a sé i suoi vecchi nemici per potersi, infine, riconciliare con loro. Nella Coreografia “Miraggio” i corpi delle due danzatrici sembrano muoversi per volere di una forza magica esterna, rappresentata dalla calda voce di Golshifteh Farahani, che invoca la ninna nanna araba Yalla tnam. Le giovani si sfiorano, i loro occhi si incontrano e si cercano durante tutto il brano. Gli spazi vuoti sono riempiti, svuotati, rimescolati. I loro corpi si muovono l’uno accanto all’altra senza mai sapere se ciò a cui si é assistito é stato reale oppure solo un magico miraggio.

. . . Questi nostri attori,  
com’io vi dissi, eran tutti spiriti e 
si sono disciolti nell’aria, nell’aria sottile: 
e, come l’edificio infondato di questa visione, 
le torri con cappucci di nuvole, i palazzi sfarzosi, 
i templi solenni, il grande globo stesso, 
sì, tutto ciò che contiene, si dissolverà, 
e come questo inconsistente spettacolo svanito, 
non lasceranno dietro neanche una nebbia.  
Noi siamo della stessa stoffa  
di cui sono fatti i sogni, e la nostra piccola vita 
è circondata da un sonno. . .  

William Shakespeare, La tempesta

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